Interporto di Bologna: la Filt-Cgil chiede con urgenza un incontro alle Istituzioni a tutela dei lavoratori nell’appalto Fercam - 18/06/19

Dopo la denuncia della Filt-Cgil di Bologna della scorsa settimana sulla situazione che coinvolge i lavoratori impiegati nell’appalto di logistica del magazzino Fercam dell’Interporto di Bologna, nella giornata di ieri lunedì 17 giugno abbiamo registrato una nuova protesta dei SI Cobas volta a minacciare ed intimidire
i lavoratori che si ribellano a quanto loro imposto dai rappresentanti
SI Cobas in magazzino.

Il 12 giugno la Filt-Cgil ha richiesto un incontro urgente alle Istituzioni ed a tutte le parti sociali firmatarie del Protocollo di Intesa in materia di appalti, legalità e sviluppo sottoscritto in data 13 luglio 2017, per denunciare quanto sta avvenendo da tempo all’interno del magazzino Fercam, dove sono impiegati nell’appalto di movimentazione merci e logistica circa duecento lavoratori e lavoratrici, per conto della società appaltatrice HDP Srl, consorziata di Alka Servizi.

Secondo un modus operandi utilizzato da tempo dai SI Cobas, i nuovi assunti vengono avvicinati dai rappresentanti della predetta organizzazione per essere forzati a sottoscrivere la delega sindacale, con la minaccia della perdita del lavoro. L’organizzazione utilizza poi lo strumento dello sciopero con l’obiettivo, esplicitamente dichiarato, di allontanare i lavoratori che non sottoscrivono la delega, simpatizzanti di altre organizzazioni sindacali o comunque sgraditi. I lavoratori che decidono di non aderire agli scioperi vengono portati fuori dal magazzino con la forza; segue poi una vera e propria ronda di controllo, per verificare che nessun lavoratore sia rimasto all’interno. Tutto ciò avviene senza che la società appaltatrice HDP Srl, o la società committente Fercam SpA, oppongano resistenza o denuncino le vessazioni ai danni dei lavoratori, i quali dichiarano espressamente di avere paura e di non poter far altro che eseguire gli ordini dei SI Cobas.

L’ultimo grave episodio di questa escalation si è verificato martedì 11 giugno, quando i SI Cobas hanno chiesto di allontanare e quindi di sospendere tre lavoratori impiegati da mesi nel ruolo di preposto aziendale. Richiesta alla quale è seguito, da parte dell’azienda, l’invito ai tre lavoratori, a presentarsi il venerdì successivo nella sede del sindacato per sottoscrivere la delega sindacale. Questo invito non è stato tuttavia accolto dai lavoratori, che nella giornata di ieri, 17 giugno, sono tornati al lavoro dopo quattro giorni di sospensione. Ebbene, dopo poche ore SI Cobas ha proclamato uno sciopero per allontanarli coattivamente dal magazzino. Sciopero al quale parte dei lavoratori non ha voluto aderire pagando con la minaccia che “i prossimi sarebbero stati loro”.
Nel frattempo, secondo una strategia consolidata, i rappresentanti SI Cobas indicavano tra gli iscritti all’organizzazione altri preposti aziendali da sostituire ai precedenti e li imponevano alla società appaltatrice.

La Filt-Cgil denuncia tale situazione come inaccettabile. Emerge chiaramente un approccio violentemente intimidatorio da parte dei SI Cobas, che attraverso le minacce e gli scioperi coercitivi si impongono nell’organigramma delle società appaltatrici eliminando tutti i lavoratori che dissentono.

Richiediamo, quindi, che le società appaltatrici e la società committente Fercam si dissocino pubblicamente da questi comportamenti di cui sono perfettamente a conoscenza e ribadiamo l’urgenza di un incontro con le Istituzioni firmatarie del Protocollo che prevede, tra le proprie finalità, quello di garantire appalti improntati alla legalità e trasparenza nonché alla buona occupazione: il Comune di Bologna, la Città Metropolitana di Bologna, le Associazioni di categoria, Interporto Bologna SpA, Ispettorato Territoriale del Lavoro e le Organizzazioni Sindacali.

Bologna, 18 giugno 2019

Susanna Sandri

Filt-Cgil Bologna

Carlo Parente

Filt-Cgil Bologna